Wine

COL VETORAZ

by Riccardo Lagorio

27 Marzo 2024

All’origine del buon gusto c’è sempre un paesaggio trasformato in meglio dall’uomo, un’opera d’arte in cui le mani e l’ingegno duplicano in bellezza la tavolozza della natura. Come le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, un paesaggio culturale che dal 2019 è inserito nel Patrimonio Unesco. Su questi poggi l’abilità e la passione di intere generazioni di viticoltori hanno contribuito nei secoli a creare uno scenario tale da meritarsi il prestigioso riconoscimento. In particolare, si tratta di quelle qualità che la famiglia Miotto esprime attraverso la salvaguardia e la valorizzazione del territorio.


Sulla cima di queste colline, a 400 metri di altitudine e in quell’isola radiosa che è Cartizze, Col Vetoraz, è l’unica azienda dell’intera denominazione situata sul punto più alto sin dal 1838, adattando all’ambiente la coltivazione della vite. L’ultima trasformazione nel 1993, quando Francesco Miotto, assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua, hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, un’azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi, crescere e raggiungere in soli 10 anni il vertice della produzione di Valdobbiadene DOCG. Un’attrezzata sala degustazione con personale multilingue adeguatamente formato per accogliere i clienti e i visitatori propone un viaggio sensoriale di alto profilo, che coinvolge olfatto e gusto ma regala anche emozionanti visioni grazie a una terrazza panoramica dove lo sguardo spazia a perdita d’occhio sui vigneti digradanti fino a valle. L’esperienza di degustazione si può unire a quella culturale grazie al progetto Terre d’Arte; a rotazione nel corso dell’anno, infatti, in sala accoglienza vengono esposte le opere di tre artiste del territorio, le scultrici Arianna Gasperina ed Elena Ortica e la pittrice Silvia Canton, che sanno esaltare con la loro arte le scelte di Col Vetoraz.


Sono disponibili per gli ospiti diversi pacchetti di degustazione chiamati “Conoscere il Valdobbiadene” che consentono un approfondimento specifico sul territorio e sull’intera gamma dei vini, che sanno raccontarsi in ogni calice col linguaggio di uno stile inconfondibile, dall’eleganza del perlage alle sfumature dei profumi fino alle infinite declinazioni del gusto; è ciò che rende gli spumanti Col Vetoraz complici di indimenticabili momenti di condivisione, degni interpreti della natura intrinseca del Valdobbiadene DOCG, considerato il vino del benvenuto.
«Seguiamo un metodo che preserva l’integrità espressiva del frutto di partenza: per questo otteniamo equilibri e armonie che la vite ci dona» spiega Loris Dall’Acqua, amministratore delegato ed enologo di Col Vetoraz. «Raccogliamo molta più uva del nostro fabbisogno, il necessario a produrre 1.250.000 bottiglie. Questo è l’unico metodo per dare il meglio di ogni vendemmia. Per fare ciò abbiamo organizzato la cantina in grado di vinificare separatamente ogni singolo vigneto. Quando abbiamo ottenuto tutte le partite di prodotto, si procede alla selezione qualitativa, un momento importante in cui si devono valutare le reali caratteristiche e potenzialità future di ogni singolo vino. Solo quelli che rispettano le caratteristiche autoimposte da Col Vetoraz vengono avviati alla produzione dei nostri spumanti».


Le partite selezionate vengono successivamente rivalutate per decidere quale sarà la loro specifica destinazione e procedere alla composizione delle cuvée dedicate alla produzione delle sette tipologie di Valdobbiadene DOCG: Valdobbiadene Docg Superiore di Cartizze, Valdobbiadene Docg Millesimato Coste di Mezzodì, Valdobbiadene Docg Extra Brut Ø, Valdobbiadene Docg Extra Dry Coste di Ponente, Valdobbiadene Docg Brut Coste di Levante, Valdobbiadene Docg Cuvée 5 extra brut e Valdobbiadene Docg Cuvée 13 extra dry. Una rappresentazione di quanto la capacità dell’uomo riesca a controllare al meglio il desiderio di stupire della Natura.

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