Travel

Giordania

by Carla Diamanti

4 Aprile 2024

La straordinaria Petra, inclusa fra le sette nuove meraviglie del mondo moderno, è solo uno dei gioielli del piccolo regno che abbraccia nei suoi confini il punto più basso della terra e quello in cui è stato battezzato Gesù, siti archeologici inattesi e un patrimonio culturale di altissimo livello. Ma un posto speciale va alla sua natura eccezionale che si declina in deserti multicolore, acque cristalline e colline ricoperte da una vegetazione lussureggiante. Provate a pensare a un luogo in cui convivono specie vegetali e animali di universi lontani. Provate a sognare di trovarvi seduti sul balcone panoramico di un’antica dimora tradizionale in pietra, trasformata in piccolo hotel di charme. Provate a immaginare di incontrare un abitante del luogo che vi racconta la storia delle erbe aromatiche che profumano la vostra
tisana o di come la gente del posto trasformi le risorse naturali in originali gioielli realizzati a mano.
Ora aprite gli occhi: siete nella riserva della biosfera di Dana, Giordania. Siete cioè in un microcosmo unico, dove lo sguardo e le declinazioni della natura spaziano dai 1200 metri di altitudine delle incredibili montagne di Sharah (quelle che per secoli hanno protetto Petra) al punto più basso della terra, cioè ai meno 400 metri sotto il livello del mare dove corre la spettacolare Wadi Araba che unisce il Mar Rosso al Mar Morto.


Dana fu un progetto pioneristico: quando ancora il mondo non parlava il linguaggio dell’ecoturismo, questo angolo di Giordania (poco a nord di Petra e a un paio d’ore di auto dalla capitale Amman) faceva da apripista a un movimento che, da allora, è cresciuto grazie al lavoro della Royal Society for the Conservation of Nature dando vita a una rete di aree protette dove poter soggiornare a contatto con una natura che sorprende per la bellezza e per la ricchezza.
Seguendo il più lungo dei tanti sentieri di trekking che partono dalla guesthouse in pietra, da Dana si raggiunge a piedi persino Petra (bisogna essere accompagnati da una guida naturalistica e, nel caso in cui non si fosse sufficientemente allenati, prevedere una parte del trasferimento in jeep): un’esperienza indimenticabile, fatta di silenzi, di albe e di tramonti maestosi, di profumi e di racconti sulla vita dei nomadi beduini che ancora vivono al ritmo delle stagioni. Più breve, il trekking che da Dana attraversa tre microclimi diversi su mille metri di dislivello e giunge fino al fondo del Wadi Araba, dove si trova l’Ecolodge di Feynan, completamente isolato e illuminato soltanto dalla luce delle candele, con un tetto ricoperto da cuscini da cui contemplare il cielo notturno carico di stelle.
Nel deserto attorno alla città di Azraq, che accoglie uno dei tre “castelli del deserto” amati dai viaggiatori, Shaumari, è stata la prima area protetta giordana. Dal 1975 è dedicata alla salvaguardia e alla riproduzione delle specie in via di estinzione, soprattutto dell’orice arabo e dell’onagro persiano che oggi popolano la riserva.


A pochissima distanza, Azraq Wetland Reserve è quanto di più sorprendente si possa trovare in pieno deserto: i camminamenti di legno che la attraversano disegnano un percorso che si snoda su paludi affioranti, popolate da uccelli (questo è uno dei siti più amati dagli appassionati di birdwatching), da bufali d’acqua e ornate da cespugli di canne acquatiche. Azraq, cioè “blu” in arabo, esprime la ricchezza delle falde acquifere sotterranee, inimmaginabili osservando il deserto. Dormendo nel lodge della riserva, spartano ma autentico, si ha il privilegio di vedere gli animali al mattino presto, in un contesto privilegiato.
L’acqua è protagonista anche della riserva del Wadi Mujib, dove scorreva il biblico fiume Arnon. Questo gigantesco imbuto di terra parte dall’antica Strada dei Re e ridiscende stringendosi tra pareti che assomigliano a straordinarie spire di pietra calcarea fino alle sponde del grande lago salato, dove gli chalet della RSCN sono l’alternativa semplice ed essenziale ai confortevoli resort con spiaggia sul Mar Morto.


Insieme ad Ajloun e Dibbeen, le aree verdi del nord giordano e ai fondali multicolori del Golfo di Aqaba, il primo incontro con le riserve naturali è fra le pareti di vetro del Wild Jordan Center, nel cuore di Amman. Oltre alle informazioni pratiche e alle prenotazioni di pernottamenti e visite nelle aree protette, qui ci si gode uno dei tramonti più emozionanti della capitale, meglio ancora se sorseggiando un bicchiere di limon nanah, il drink a base di limone e menta diventato la bevanda più popolare della Giordania.


INFORMAZIONI
A circa 3 ore e mezza di volo, la Giordania è un Paese accogliente e sicuro. Amatissima dagli italiani, che sono esenti dalle procedure di visto prenotando tramite un’agenzia turistica, si può visitare in tutte le stagioni e con almeno 4 giorni di permanenza.

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