Fashion

Il valore del lusso artigianale che emoziona

Malo Cashmere tra filati pregiati e sostenibilità

by Monica Codegoni Bessi

27 Maggio 2024

Una filosofia espressa già dal nome: Malo viene dal latino “ego malo”, che significa “io preferisco” e si rivolge a chi percependo la differenza tra un buon cashmere e un cashmere di sublime fattura italiana, preferisce Malo, marchio di fascia alta di abbigliamento e accessori in cashmere fondato a Firenze nel lontano 1972 che negli anni è rimasto fedele ai suoi capisaldi di senza tempo, effortlessy chic, e lusso da indossare. In un mondo veloce, dove ci si interroga – e si è sempre più perplessi – sul valore etico del fast fashion, Malo continua a rappresentare il valore della cultura dell’eccellenza, offrendo capi destinati a restare nell’armadio per più vite, grazie ad uno stile che trascende le mode effimere e materiali pregiati fatti per passare di generazione in generazione.

La produzione di ogni capo, con molte fasi eseguite a mano, è realizzata al 100% in Italia rispettando elevati standard di qualità e produzione ingegneristica, portando alto il valore dell’artigianalità e un know-how da tramandare, tra la tradizione dei macchinari storici e la sperimentazione di nuove tecniche.

La maglieria, prodotta tra le sedi di Campi Bisenzio, Piacenza e piccole aziende artigianali, vede una precisa scelta dei filati, selezionati a mano in Mongolia e tessuti in Italia. Un lusso sensoriale che crea maglioni, abiti e capispalla dalle linee pulite e lavorazioni ricercate che come una seconda pelle, avvolgono in una carezza. Per la collezione primavera/estate 2024, Malo si è ispirata allo stile nautico, sempre attuale sia al mare che in città nella bella stagione, in proposte per lei e lui ma anche entrambi, in quell’ottica genderless che è sempre più protagonista nell’abbigliamento.

E, oltre al suo prezioso cashmere, core del brand e certificato ICEA, l’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale, eleva il suo impegno verso la sostenibilità, nell’attenzione ai filati e alle colorazioni: al suo materiale d’elezione affianca il cotone biologico certificato GOTS (Global Organic Textile Standard) che attesta la provenienza da agricoltura biologica, la tracciabilità del processo produttivo, le restrizioni nell’uso di prodotti chimici e il rispetto di criteri ambientali e sociali.

Un’attenzione che si rivela anche nella collaborazione con Treedom, il sito che permette di piantare alberi a distanza, con cui ha contribuito con 1000 alberi all’assorbimento di 360 tonnellate di anidride carbonica, e con il progetto Tree-Nation, dove per ogni ordine online viene piantato un albero.

E’ infatti da tempo che Malo segue i principi dell’economia circolare, mirando a ridurre il consumo di materie prime vergini, acqua ed energia con il riciclo delle fibre, proponendo “capsule green”: dal cashmere rigenerato, il re-cashmere con filati residui di produzione, progetti zero-waste come le capsule collection Candies e i cappellini Monsai, realizzati con fili di cashmere rivalorizzato.

Ma, oltre a concentrarsi sulla sostenibilità, Malo sta accelerando anche sul retail: dopo l’apertura celebrata durante le sfilate donna di febbraio della nuova boutique in Via della Spiga nel cuore dello shopping del lusso milanese, ha aperto anche a Marbella, aggiungendo un nuovo avamposto europeo.

E conferma l’interesse al Far East: il brand ha infatti sfilato alla prima edizione della Shenzhen Milan Lifestyle Week, kermesse tenutasi vicino ad Hong Kong creata con ICCF (Italy China Council Foundation) per sostenere le aziende italiane alla conquista del sempre più di riferimento vasto mercato cinese.

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